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Frammenti: spettacolo contro la violenza sulle donne

Oggi, 25 Novembre, giornata contro la violenza sulle donne, sarebbe dovuto andare in scena "Frammenti": il primo spettacolo di Asimmetria.


Le condizioni attuali non ci permettono di vederlo realizzato (solo per ora!) ma vorrei condividere con voi qualche riflessione che ci ha condotti al progetto.


La violenza racchiude un' ampia gamma di sfumature che vanno dalla violenza fisica a quella psicologica. I suoi effetti non sempre sono visibili e talvolta, anche qualora lo fossero, vengono nascosti come una vergogna.


La violenza è in antitesi con il concetto di rispetto: inquina, sporca, confonde, rende instabili, alimenta insicurezze e genera senso di colpa.


Le umiliazioni vengono colte con rassegnazione e il sacrificio si trasforma in "resistenza".

E' così che si edifica la "gabbia".


Giochi di potere che si trasformano in follia e senso di onnipotenza, nella maggior

parte dei casi, conducono ad una perdita di autostima.


Forse la violenza cela un'incapacità profonda di amare.

Un sottile equilibrio tra vittima e carnefice che porta a restare: "non merito amore quindi devo dimostrare di esserne degna".


Un circolo vizioso che, fortunatamente con coraggio viene interrotto.

Non è facile, e neanche immediato riconoscere di essere vittima di violenza. Ci sono sempre valide giustificazioni, si fa di tutto per "non vedere", si attribuisce il gesto ad un errore.

Poi qualcosa cambia: l'evidenza avvolge ogni cosa ed è lì che il senso di colpa si trasforma in voglia di scappare e di rinascere.

Per essere accompagnati in questo percorso esiste una fitta rete di aiuti che, come una ragnatela, permette di intrappolare il carnefice senza paura.

Un valido riferimento in questo senso è Croce Rossa Italiana con cui abbiamo attivato una collaborazione per rendere lo spettacolo "Frammenti" concretamente utile.


E' importante fermare gli abusi (verbali e non), allontanare i soggetti violenti dalle loro vittime; ma ancor più importante è denunciare, perchè non ci si può difendere con la paura.


Un caldo pensiero va a tutte quelle donne che si sentono in trappola perchè per aiutarle non basta ripetergli "Cosa ci vuole? Vai via."

Spesso mancano i mezzi economici ma ancor prima manca la consapevolezza di non avere alcuna colpa. Manca un'integrità sgretolata negli anni da continui abusi, manca la certezza di poter rinascere e di cancellare ogni sorta di rassegnazione.


Facendo un passo coraggioso il muro del silenzio si sgretola, è lì che inizia la tortuosa strada della felicità.


Vorrei ricordare che quando si parla di violenza, si parla di esseri umani indistintamente.

Statisticamente sono le donne a subire violenza ma non mancano episodi in cui sono gli uomini ad essere le vittime.


"Frammenti" è il risultato di queste e molte altre considerazioni.

Il team di Asimmetria si è mosso con entusiasmo in questo progetto. Ognuno di noi ha portato la sua visione rispetto alla violenza e solo grazie all'integrazione delle nostre diversità siamo giunti al progetto finale.


Danza, teatro, regia, costume e scenografia si fondono per dare vita a ciò che è concretamente Asimmetria: una realtà di ricerca che parte da uno schema per poterlo rompere e trovare nuove strade.



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