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  • Elisa Calabretta

Ai miei Allievi: "Che possiate sempre coltivare voi stessi"

Non importa la tua età,

se ancora non ti conosci davvero,

se hai mal di schiena

o se la tua gamba destra

non ti sostiene più come allora.

Puoi accogliere il tuo corpo ora

con rispetto

nella sua fragilità, forza e imperfezione.


Non importa quanti impegni tu abbia nella giornata

perché troverai sempre uno spazio per danzare,

anche solo con il pensiero

mentre stendi i panni, studi o cucini per la cena.


E ogni tanto

sarai obbligato a prenderti una pausa

mentre aspetti la prossima metro che non arriva.

E magari nelle orecchie avrai una musica

e inizierai a immaginare una danza

mentre prendi o perdi

il prossimo treno.


Ci sono attimi dove la danza

ti strapperà dalla realtà

per toglierti dal quel rumore irrequieto

che senti dentro.


Altre volte ti cullerà

chiedendoti di stare fermo

e ascoltarti.


A volte ribollirà

tra lo stomaco e le estremità del corpo

e ti farà saltare e muoverti come un selvaggio

e ti sentirai libero da tutto,

anche da te stesso.


Danza come punto di congiunzione

tra il sé e il mondo

per raccontare ciò

che non riesci a spiegare altrimenti.


A volte ti stupirà constatare

che riuscirai a comprenderti

solo dopo aver danzato, creato.

Troverai in un movimento

qualcosa di te

che non riuscivi a vedere

e accoglierai le tue ombre

smettendo di rifiutarle

e tornerai a respirare

in equilibrio su te stesso.


Quando la danza vive

tu vivi

ed è così che avviene

la grande trasformazione.


Prezioso è il momento

dove i passi si fondono

con ciò che sei.


E preziosa è l'irripetibilità

di quel gesto e di quel sentire.


A volte non riuscirai

a danzare solo

e questo non è un problema.

Avrai bisogno

di qualcuno che lo faccia con te

e in quella condivisione

troverai energia nuova.

Uno scambio nel silenzio,

senza spiegazioni.

Uno scambio che ha

le sfumature della profondità

della vita

e della verità.

Aderirà al tuo corpo

senza che tu te ne accorga

e ti ritroverai diverso,

rinnovato.


La danza esiste

nel momento in cui si compie

ma lascia una scia invisibile

che ha il potere della trasformazione.


Danza, danza, danza

che in fondo è lì

che sei te stesso.


Con affetto,

Elisa

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